La nascita del silenzio

Un quadrato giace su una base strutturata. Incrinature rompono la forma ideale e lasciano una traccia che viene seguita dall'occhio. Nel centro della creazione in ceramica si concentrano triangoli isosceli iscritti in un quadrato. Nella serie "The Inner Forces" Susanne Worschech modifica tale motivo. Ogni oggetto in virtù delle imperfezioni intrinseche alla sua lavorazione (imperfezioni causate dal procedimento di cottura in forno) è un'opera singolare e irripetibile. Come avviene nella tecnica giapponese "raku" l'artista mimetizza la creazione della natura. Il bello cresce in modo arbitrario e spontaneo sotto le sue mani e così nasce. Le tecniche dell'artigianato sono il presupposto non la meta del processo creativo. Nel buddismo Zen la cui espressione artistica è la ceramica "raku" la risposta alla questione della bellezza e della verità superiore rimanda al problema del nulla. In un'imperfezione della ceramica si può leggere il segreto inenarrabile della natura? Che cosa ha causato quell'imperfezione? Qual è il senso delle forme? Le tracce che la natura lascia sull'oggetto sono un modo per comprendere le leggi del cosmo. Il quadrato e il triangolo simboleggiano gli stessi principi anche all'interno delle culture più diverse. Il triangolo, invece, è simbolo - a secondo della direzione degli angoli - del principio maschile e femminile. Infine, secondo la mitologia cristiana, il numero quattro rimanda ai quattro evangelisti o ai fiumi del paradiso, mentre il numero tre alla trinità.

Marlis Schmidt, storica d'arte




studio keramos

Lo studio keramos può essere ormai considerato una vera e propria officina che ha conosciuto un'evoluzione: è l'evoluzione artistica di Susanne Worschech. La strada che ha portato l'artista ad esprimere la sua creatività è stata lunga e costantemente accompagnata dall'attività didattica. Dopo il tironcinio all'Istituto Didattico ( Susanne ha infatti insegnato a Erfurt presso diverse istituzioni educative ), partendo dall'incarico di insegnante alla Sophienschule è stata successivamente assistente presso l'Istituto Didattico, poi presso la Scuola di Pittura e allla Scuola Superiore di Belle Arti, per dedicarsi infine alla libera professione. Ripercorrendo le tappe della sua attività, l'artista sottolinea sempre l'importanza del generoso sostegno di suo marito. Susanne non separa rigidamente la sua vita privata da quella professionale: i suoi bambini giocano e creano nello studio e per vedere i loro "lavori" basterà fare qualche passo in più e affacciarsi nel cortile. Oggi gli anni di tirocinio e di viaggio sono finiti e nello studio è possibile ammirare i primi lavori importanti. Nella sua officina Susanne continua a dedicarsi ai suoi allievi stimolandone continuamente la creatività. Nel corso della produzione le opere dell'artista si sono allontanate dal loro valore intrinseco. Le sue ciotole, i suoi piatti e le sue tazze sono infatti caratterizzati da un forte valore estetico che fa passare in secondo piano la loro destinazione all'uso. Tanti lavori ricordano ceramiche giapponesi diventate simbolo dell'armonia secolare le cui forme sembrano dialogare fra loro. Nuovi sono poi quadri e rilievi che hanno eliminato la pretesa di rappresentare design. Anche qui risplende l'estetica giapponese: è assolutamente armonico solo quello che è assimmetrico e imperfetto, ciò che rivela le traccie dell'uso o le inesattezze apparenti. Per questo motivo ritroviamo l'idea dei quadri quadrati che trova la sua migliore realizzazione nella composizione di serie. Una forma quella quadrata - ricca di angoli e spigoli - congeniale dunque all'idea di imperfezione dell'artista che trascura la forma rotonda in quanto simbolo della perfezione. Diventa quindi evidente che crepe e scolorimenti dell'argilla non sono casuali difetti di lavorazione bensì effetti voluti e ricercati intenzionalmente dall'artista. Susanne fa governare un principio didattico nel suo lavoro con l'argilla: creare le condizioni che favoriscono lo sviluppo di particolarità. Provoca ma non costringe. La natura anche al massimo grado di costruzione deve erompere e il quadrato, la cornice di alluminio e lo sfondo strutturato riformano tentativi di fuga. Solo nella serie è visibile il contenuto globale dell'opera, isolando le singole parti della seriesi percepiscono invece forme caotiche e insensate. Susanne propone forme già esistenti, accenna il loro scioglimento e trova nuove forme che creano un gioco originale. Oscillando sempre fra ordine geometrico e severo e evasioni arbitrarie, l'artista apre al visitatore un nuovo grado di percezione. Ogni quadro racconta la storia della battaglia fra caos e forma: anche questo sembra essere un principio. Design, segni e strutture sono elementi per dare ordine in un mondo il cui principio è il caos; ad esso noi uomini possiamo contrapporre le nostre opere attraverso la creazione di un ordine. Il motto di Luciano De Crescenzo "amo l'ordine per infrangerlo" potrebbe essere indubbiamente sottoscritto da Susanne Worschech.

Dr. Julia Draganovic, Presidente DIGIT (Associazione italo - tedesca in Turingia) in occasione dell'inaugurazione della mostra il 9 ottobre 1996




susanne worschech e il culto della terra

esistono artisti che sanno d' esser nati dalla terra - una terra che alle volte appare scabra di rocciosa aridità- ma che tuttavia ci è feconda di frutti e di fiori - fossero anche soltanto le rose del deserto. perché - come ogni rosa - anche queste san fiorire. e la terra dalla quale siamo nati e che ci sostiene e ci nutre - e ci copre dopo morti - può venire dipinta - o ritratta - in varietà inifinita di modi e di forme. pascal la dipingeva come una sfera infinita il cui centro è dapertutto e la cui circonferenza in nessun luogo. ma un' immagine cosi - a noi abituati ad avere dei punti di riferimento - può incutere terrore. l' edizione critica del tourner degli scritti di pascal - che riporta cancellature ed esitazioni - al posto d' "infinita" ci fa leggere "effroyable" - "spaventosa". per questo susanne ce la presenta finita e quadrata con un centro chiaramente ritrovabile che vale a restituirci sicurezza. forse quel centro - in nuce - siamo noi e da quel centro cerchiamo e troviamo espansione verso ciò che ci circonda per crescere e per completarci. susanne ci propone un io fichtiano - liberato comunque da scorie idealistiche. non esiste la sfera continua espansione come pure non esiste l' infinito: esiste il quadrato - ch' è solido e rassicurant - di norma suddiviso in quattro spicchi - forse sono i quattro punti cardinali - che ci servono per orientarci. e orientarci significa muoverci e cercare e investigare per ritrovare meglio noi stessi - per ritrovare il centro. questo ci narra susanne con questi suoi ritratti della terra. ed i sogni che in noi ne scaturiscono non sono i sogni urlanti - che sono gli incubi - ma sono sogni calmi e carezzevoli che ci sanno donare sicurezza. - la mite sicurezza del finito. ed anche qualche crepa involontaria non ci è estranea: si tratta - dopotutto - dei casi della vita che alle volte in agguato ci assalgono scavandoci solchi profondi nel cuore.

giancarlo mariani
bolzano - ottobre 1997




Terra argillosa - colore - luce - invention e vanitas (L'immagine ceramica 28 / 97)

Lastra laminata, sfaldabile, solida, armata e liscia, montata su sfondo nero. Nel rilievo dei solchi trasversali c'è ombra e luce. Il bianco risalta rispetto al rosso - arancione. Incrinature uguali a vie ombeliche dall'esterno al bianco e dal bianco all'esterno. L'andirivieni, movimenti e tranquilità: un simbolo del tempo scorrente. Frank Nolde, storico d'arte, Casa d'arte Villa Benary di Erfurt




Le tre artiste hanno dato rilievo a tre aspetti diversi dell'idea del Bauhaus

Susanne Worschech evidenzia con maggiore consapevolezza la geometrizzazione dell'estetica del Bauhaus. Vistosa appare nella sua produzione la vicinanza all'arredamento e all'archittetura del Bauhaus. I suoi oggetti non hanno la funzione di decorare l'ambiente ma sono parte autonoma nell'esposizione. Punto di partenza nelle opere dell'artista è sempre la forma geometrica che si realizza nei lavori in serie. Il cartone ondulato - materiale usato per la realizzazione dei quadri in serie - sembra collegare quadro e cornice in un'unità non solo estetica - formale ma anche contenutistica.

Cornelie Becker, Galleria Johannesstraße Erfurt, Thüringer Allgemeine, 30 maggio 97